updated 2:46 PM CEST, Jul 25, 2017

Vaccini, Gallera: "Il balletto del governo può creare confusione. A settembre in Lombardia un tavolo per una campagna informativa mirata"

L'assessore al Welfare della giunta Maroni ha partecipato a un tavola rotonda sul discusso tema: "E' strategico puntare su formazione e informazione di pediatri e famiglie". L'intervista - (VIDEO)


"A settembre avvierò i lavori di un tavolo con tutti i soggetti coinvolti al fine di costruire una campagna di comunicazione ad hoc" sulle vaccinazioni, "per realizzare materiale video e cartaceo da distribuire negli studi dei pediatri, negli ambulatori degli ospedali, nei consultori e negli studi dei ginecologi. Insomma in maniera capillare su tutto il territorio lombardo". Lo annuncia l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, a Palazzo Lombardia a margine della tavola rotonda 'Prevenzione vaccinale e tutela della salute, la visione di Regione Lombardia', organizzata venerdì 21 luglio da The European House Ambrosetti.

"Il confronto avuto oggi con i sindacati, le società scientifiche dei pediatri e le associazioni dei pazienti - sottolinea l'assessore - è stato molto positivo perché tutti insieme abbiamo messo al centro la necessità, accanto all'obbligo vaccinale" previsto dal decreto Lorenzin approvato ieri dal Senato per la conversione in legge, "di formare e informare i pediatri e le famiglie sull'importanza e sicurezza dei vaccini".

Gallera accoglie con favore "il fatto che il Senato abbia approvato il decreto vaccini, migliorandolo positivamente". Tuttavia "registro - aggiunge - che il balletto messo in scena dal Governo sul numero di vaccini obbligatori potrebbe creare confusione e far passare un messaggio errato, cioè che solo alcuni vaccini siano importanti e necessari e altri no. Il rischio è che alcuni vaccini previsti nel Patto per la salute e nel piano vaccinale non siano considerati fondamentali e strategici per la salute della comunità".

L'obiettivo della creazione di un tavolo che coinvolga tutti gli stakeholder del mondo della prevenzione vaccinale, "con una grande responsabilizzazione di tutti i soggetti", è quello di "riportare le coperture ai livelli ottimali e raggiungere l'obiettivo del 95%" a garanzia della cosiddetta 'immunità di gregge'. Durante la tavola rotonda, promossa da The European House Ambrosetti con il supporto incondizionato di Msd, si è infatti ricordato che "anche in Lombardia negli ultimi anni è stato registrato un calo delle coperture vaccinali", benché i valori di copertura siano "nella maggior parte dei casi superiori alla media nazionale", rilevano gli esperti.

Per la vaccinazione Mpr (morbillo, parotite e rosolia), ad esempio, "la Lombardia presenta il tasso di copertura a 24 mesi più elevato rispetto al resto del Paese, pari al 93,3%, contro una copertura media dell'Italia pari all'87,2%, molto lontana dal 95% indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità e dal Piano nazionale della prevenzione vaccinale". La Lombardia è comunque "al di sotto del livello di copertura raggiunto nel 2011 (94,6%), il più alto degli ultimi 6 anni". Quanto alla vaccinazione anti-poliomielite, "nel 2016 la copertura a 24 mesi in Lombardia è scesa ancora, confermando il trend degli ultimi anni e attestandosi al 92,8% (-3,9 punti percentuali rispetto al 2011), al di sotto della copertura media dell'Italia pari al 93,3% (-2,8 punti percentuali rispetto al 2011)".

La Lombardia si colloca "al di sotto della media italiana anche per quanto riguarda il tasso di copertura a 24 mesi della vaccinazione antipneumococcica (85,7% verso 88,4%)".

"La riduzione delle coperture ha anche interessato le nuove vaccinazioni", riferiscono ancora gli addetti ai lavori: "Nel 2015 in Lombardia la copertura per l'anti-Hpv relativa alla coorte delle dodicenni nate nel 2002 e vaccinate con ciclo completo è stata pari al 68,5%, contro il 79,1% della coorte del 2001 (-10,6 punti percentuali)". E a livello nazionale, per l'anti-Papillomavirus si è passati dal 70,0% della coorte 2001 al 64,6% della coorte 2002 (-5,4 punti percentuali).

Gli specialisti evidenziano che "il tumore al collo dell'utero, di cui l'Hpv è responsabile nel 70% dei casi, rimane il quinto tipo di cancro più diffuso tra le donne di età inferiore ai 50 anni. In Italia colpisce ogni anno oltre 2.200 donne e nel 2013 ha causato circa 437 decessi". Per questo "il vaccino anti-Hpv assume un ruolo fondamentale nella prevenzione di questo e di tutta una serie di tumori (della vulva e della vagina, anale, del pene, testa-collo), anche nei maschi, che registrano nella maggior parte dei casi tassi di sopravvivenza a 5 anni molto bassi, inferiori al 50%".

L'incontro di oggi a Palazzo Lombardia ha riunito i principali attori del sistema di prevenzione vaccinale lombardo. Fra i temi al centro del dibattito: digitalizzazione delle informazioni, integrazione delle anagrafi vaccinali, utilizzo degli strumenti social e di nuove App. In generale, è emersa "la necessità di attuare un piano di azioni concreto per attuare completamente il ridisegno organizzativo in merito alla presa in carico dalla prevenzione vaccinale, seco n do quanto stabilito dalla Legge 23 del 2015, e per migliorare il dialogo con i cittadini e gli operatori sanitari".

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