updated 2:46 PM CEST, Jul 25, 2017

Renzi show a Milano: "Fuori dal Pd c'è solo la sconfitta della sinistra e vincono Lega e M5S". Le voci dal Forum nazionale dei circoli (SPECIALE)

Assorbita la sconfitta nelle ultime elezioni comunali, il segretario risponde attaccando alle critiche interne ed esterne al partito: "Noi siamo pronti a ragionare con tutti, ma sui temi del futuro dell'Italia non ci fermiamo davanti a nessuno". Le interviste de ilComizio.it a Guerini, Fiano, Fassino, Gozi e Cuperlo. L'intervento (critico) di Giuseppe Sala - (VIDEO)


Il Pd è "l'unica diga che c'è in Italia contro i populisti. Fuori dal Pd non c'è la rivoluzione socialista, marxista, leninista, ma M5s o la Lega. Fuori non c'è la sinistra di lotta e di governo ma la sconfitta della sinistra". Così Matteo Renzi intervenendo all'assemblea dei circoli del Pd a Milano. "Chi immagina il centrosinistra senza il Pd vince il Premio Nobel della fantasia ma non raggiunge alcun risultato concreto", ha quindi aggiunto.

"Ascolto tutti, ma non mi fermo davanti a nessuno" - E proprio sulle possibilità di dialogo con il resto della sinistra, Renzi si è mostrato possibilista, ma senza lasciarsi comunque andare a particolari aperture. "Cosa dico a Pisapia, Bersani? Nulla. Sono pronto a ragionare con tutti, ascoltiamo chiunque, ma sui temi del futuro dell'Italia non ci fermiamo davanti a nessuno. Ci devono dire sul merito delle questioni se è giusto un euro in cultura e uno in sicurezza, cosa pensano del bonus cultura... Il Pd parla di questo".

"Non sono preoccupato per me, ma per gli attacchi al partito" - Renzi ha quindi spiegato di essere preoccupato per i continui attacchi lanciati contro il partito. Agli attacchi "ormai ci siamo abituati...uno più uno meno: venghino signori venghino. Ho iniziato il 2017 cercando di capire chi fabbricava prove contro la mia famiglia...figuratevi se ora sono preoccupato. E' un attacco contro il Pd non contro di me. Non sono preoccupato per me ma io difendo questa comunità di donne e di uomini"

"Rischiamo di arrivare a un milione di posti di lavoro" - Parlando delle riforme messe in pratica da premier, Renzi ha ricordato il Jobs Act: "Da qui a fine legislatura rischiamo di arrivare a un milione di posti di lavoro grazie al Jobs Act. E poi cosa diranno?".

"Rimettono in discussione le primarie, ma hanno votato in due milioni" - Ed è tornato sulle primarie dicendo: "Per qualcuno sono con la scadenza perché ogni due mesi le mettono in discussione. Le primarie autunno-inverno, le primarie estive... le primarie settimanali. Due milioni di persone al voto non se le aspettava nessuno: mi hanno stupito, sconvolto. Fare le primarie quando c'è il ponte è come fare l'assemblea dei circoli il primo luglio...". Quanto fatto in questi anni, conclude, "non è frutto di un governo che ha lavorato bene ma di una comunità che si è messa in gioco".

Le nostre interviste

Pd, Renzi allontana Prodi. Il Professore amaro: "Lo farò senza difficoltà". Cuperlo: "Dichiarazione dolorosa". E attacca la segreteria: "Tre anni di risultati negativi"

Con i consueti toni pacati il parlamentare della minoranza dem che fa capo al ministro Orlando critica il leader del suo partito partendo dalla polemica che ha coinvolto l'ex presidente del Consiglio dell'era Ulivo che molti vorrebbero di nuovo alla guida del centrosinistra - (VIDEO)


Da huffingtonpost.it

Dopo la debacle dei ballottaggi, il caso Prodi. La risposta piccata dell'ex leader dell'Ulivo a Matteo Renzi ha riacceso le ceneri sopite dello scontro interno al Partito Democratico. "Leggo che il segretario mi invita a spostare un po' più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà", ha detto il Professore replicando al velato attacco di Renzi ai tanti, Prodi compreso, che a detta dell'ex premier si sono preparati alla "parte in commedia" dopo l'esito deludente del secondo turno delle amministrative. Con l'obiettivo, sostiene Renzi, di addossare la colpa a lui per il suo veto su una coalizione allargata alla sinistra. "E' stato ancora una volta dimostrato che quelli che invocano una coalizione di centrosinistra larga il più possibile fanno il gioco del centrodestra, e non del Pd", aveva dichiarato il segretario dem in un'intervista a QN. Il riferimento al padre nobile della sinistra e storico avversario di Berlusconi non è sfuggito.

Le parole di Prodi danno così la stura allo scontro interno al Pd. A rompere gli indugi è il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini con un tweet: "Bastano questi numeri per capire che qualcosa non ha funzionato? Il Pd è nato per unire il campo del centrosinistra non per dividerlo". Parole che non sono piaciute ai renziani di ferro come Ernesto Carbone: "Dario Franceschini come sempre fiuta il vento. Speriamo per lui che il suo naso sia quello di una volta", twitta. Ma a replicare direttamente al ministro è anche il braccio destro di Renzi, Lorenzo Guerini, più conciliante: "Nessuno ha mai lontanamente pensato di attaccare Prodi, che è e resta il punto di riferimento per il centrosinistra. Invito alla calma. Il 10 avremo una Direzione e lì discuteremo sulla situazione politica. Serve calma e responsabilità per il ruolo che il Partito ha nei confronti degli elettori. Ripeto serve calma e responsabilità rispetto a esasperazioni che non servono". In sostanza, "stai calmo" è il messaggio che arriva dai vertici dem.
 
Lo stesso Renzi, a distanza di qualche ora, stoppa chi vuole mettere ora sul tavolo il tema alleanze: "Non possiamo inseguire oggi una discussione artificiale su quale sarà la coalizione che andrà alle elezioni. Abbiamo davanti un anno alle elezioni, confrontiamoci sui contenuti", ha detto parlando all'Ispi a Milano.
Ma l'uscita di Prodi, che arriva dopo l'affondo di Veltroni contro lo stesso Renzi in un'intervista rilasciata a Repubblica ("Cambi passo, il Pd non ha più un'identità"), ha sollevato un acceso dibattito interno sul tema delle alleanze dopo il tira e molla tra Pd e la formazione di Giuliano Pisapia Campo Progressista. Perché in tanti credono che la strada sia quella di guardare a sinistra: "Non credo che possa essere ascritto ai gufi e ai rosiconi. Prodi ha pensato il Pd e le sue parole pesano e pesano parecchio", ha detto il ministro della Giustizia Orlando.
 
"Il Pd è isolato, troppo fragile nel radicamento territoriale e ha scarsa capacità unitaria, come emerge in alcuni momenti in modo drammatico", ha detto il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che al Congresso ha sostenuto il Guardasigilli. "Ma il Pd è nato per unire, non per dividere: vogliamo aprire una nuova pagina in cui il tema unitario sia fondamentale. Si sono scimmiottate le patologie della storia dell'Ulivo ma così si rimuove il grande tema: è vero che il centrosinistra non vince sempre, ma il Pd da solo perde sicuramente. E' ancora possibile recuperare".

A lui risponde direttamente Matteo Orfini, presidente Pd: "Ha ragione Zingaretti nel dire che si perde. Si perde anche nel Lazio, dove abbiamo perso dappertutto ed eravamo in coalizione", ha dichiarato senza nascondere una vela polemica. "Se il problema è che si perdono i voti dei ceti popolari, non è che quei voti li recuperi parlando di centro sinistra, discutendo all'interno del ceto politico. Non si risolve così il problema, anzi lo si aggrava. A me sembra che questa discussione, fatta in questo modo, non fa altro che logorare il Pd e favorire la vittoria degli avversari del Partito democratico".

Per Gianni Cuperlo "quella di Prodi è una dichiarazione dolorosa per chi ha a cuore la sorte del Pd e del centrosinistra e ha avuto a cuore in passato l'Ulivo. Mi auguro che il gruppo dirigente Pd a partire dal segretario sappia farsene carico. C'è bisogno di leadership che uniscono e Renzi sembra caratterizzarsi ancora una volta come colui che divide e questo non va bene".

Richetti, portavoce del Pd, prova a sedare gli animi: "Nessuno ha mai invitato Prodi ad allontanarsi dal Pd, la nostra volontà è l'esatto contrario". Anche il ministro dei Trasporti Delrio fa da paciere: "Le tende, una volta riposte, si possono anche tirare di nuovo fuori dallo zaino", ha detto.

Giudici di pace in rivolta contro il governo, il 3 luglio parte il maxi sciopero. Salvini con loro: "Penalizzato chi vuole lavorare di più e meglio"

Tre settimane di agitazione ininterrotta per contestare la riforma Orlando della magistratura onoraria. Il leader leghista sposa la causa dei lavoratori della giustizia: l'incontro con la stampa davanti agli uffici milanesi - (VIDEO)


"Un Paese civile - si legge nel comunicato diramato dall'U.Na.Gi.Pa. - non può accettare che il peso dell'80% della giurisdizione civile e penale ricada su magistrati precari senza diritti, con un trattamento economico e previdenziale che sarebbe indecoroso persino per un bracciante agricolo in nero".

Tra i motivi della protesta c'è il tema della indipendenza e della autonomia dei giudici di pace ed i magistrati onorari, che la riforma rischia di trasformare "in figure ancillari della magistratura di carriera, meglio se politicizzata, che ne dirigerà ogni decisione". 

Pd Milano metropolitana, 53 eletti all'Assemblea nazionale: c'è anche Gad Lerner

Il partito rende noti i risultati usciti dalle primarie in città e provincia: 41 con la mozione Renzi (tra gli altri i parlamentari Fiano e Mirabelli e la vicesindaca Scavuzzo), 11 con Orlando (compresi il giornalista, gli assessori Majorino e Del Corno, il presidente del Consiglio comunale Bertolè e la consigliera De Marchi), uno solo (Alessandro Costa) con Emiliano


Partito democratico: 53 i delegati eletti in Assemblea nazionale a Milano metropolitana
 
Quartantuno con la mozione Renzi: Barbara Agogliati, Marilena Adamo, Alice Arienta, Filippo Barberis, Sara Bettinelli, Fabio Bottero, Pietro Bussolati, Eleonora Cardogna, Bruno Ceccarelli, Carla Ceccarelli, Arianna Censi, Lucia De Cesaris, Paolo della Cagnoletta, Luca Elia, Marco Esposito, Emanuele Fiano, Alberto Fulgione, Marco Granelli, Stefano Landini, Simona Malpezzi, Santo Minniti, Franco Mirabelli, Roberto Nava, Lisa Noja, Vinicio Peluffo, Roberta Perego, Pessoni Gianluca, Francesco Prina, Paolo Razzano, Silvia Roggiani, Paolo Romano, Carmela Rozza, Lidia Rozzoni, Anna Scavuzzo, Giorgio Sfreddo, Davide Skenderi, Siria Trezzi, Sara Valmaggi, Maria Rita Vergani, Gabriele Villa, Luca Zambon. 
 
Undici con Orlando: Gad Lerner, Lamberto Bertolè, Natascia Tosoni, Pierfrancesco Majorino, Filippo del Corno, Monica Chittò, Onorio Rosati, Diana de Marchi, Simone, Negri, Paolo Boccia, Roberto Cornelli.
 
Uno con Emiliano: Alessandro Costa. 
 
"Siamo l'unico partito politico che con costanza e passione mette in piedi una partecipazione poderosa dei cittadini per sceglierne segretario e alcune cariche istituzionali. Come coordinatore della Commissione congressuale di Milano ho avuto la possibilità di testare, ancora una volta, il generoso sforzo dei nostri volontari sul territorio per fare tanti seggi e riuscire a favorire il voto dei nostri elettori". Così il presidente della commissione congressuale, Mattia Abdu.

Pd, Renzi di nuovo in marcia verso Palazzo Chigi: "Chi vince le primarie sarà anche il candidato premier"

L'ex presidente del Consiglio e candidato alla riconferma come segretario del Partito democratico guarda avanti e pensa soprattutto a un suo ritorno alla guida del governo. Poi contrattacca rispetto a chi parla di un risultato già scritto e ai suoi dice: "Lo fanno per allontanare molti di voi dai gazebo che saranno aperti domenica prossima 30 aprile, dalle 8 alle 20. Non caschiamoci, vi prego! Il passaggio di domenica è fondamentale e noi abbiamo molto bisogno dell’impegno di voi tutti" - (VIDEO)


Risultati immagini per matteo Renzi

"Tra quattro giorni si svolgeranno le primarie per individuare in modo democratico il segretario del Pd per i prossimi quattro anni: il vincitore sarà anche il leader candidato a Palazzo Chigi alle prossime elezioni". Lo ha affermato Matteo Renzi sulla e-news.

"In molti vogliono farci credere che il risultato sia già scritto. E lo fanno per allontanare molti di voi dai gazebo che saranno aperti domenica prossima 30 aprile, dalle 8 alle 20. Non caschiamoci, vi prego! Il passaggio di domenica è fondamentale e noi abbiamo molto bisogno dell’impegno di voi tutti", ha concluso Renzi.

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