updated 2:46 PM CEST, Jul 25, 2017

"Manco li cani!": Veltroni azzannato da un meticcio alla festa dell'Unità. E lui fa il verso ai comunicati antifascisti: "Vile attacco di chiaro stampo reazionario"

Fuoriprogramma alla kermesse del Pd a Botticino, nel Bresciano. L'ex sindaco di Roma doveva presentare il suo ultimo film, iniziativa forse poco gradita alla bestiola che lo ha addentato al polpaccio sinistro. Bilancio: pantaloni strappati e qualche graffio. Il già leader dem sui social la butta sulla satira non riuscendo a superare in comicità le parole del segretario locale del partito che, seriamente, racconta: "Appena avvertito il morso ha fatto un balzo atletico, senza proferire parola"


Piccola disavventura per l'ex sindaco di Roma Walter Veltroni che ieri sera, durante la festa del Pd di Botticino, nel bresciano, dov'era intervenuto per presentare il suo ultimo film 'Indizi di felicità', è stato morso al polpaccio da un cane. A riferire l'accaduto Maurizio Taglietti, segretario del circolo Pd di Botticino: "Erano circa le 20.30 quando insieme agli altri organizzatori stavamo accompagnando Veltroni a salutare i circa 200 volontari impegnati negli stand; durante il percorso, però, un cagnetto che era legato con il guinzaglio a un tavolino, probabilmente innervosito dalla confusione, deve essersi spaventato dal passaggio e ha addentato il nostro ospite al polpaccio".

Oltre alla lacerazione dei pantaloni, il morso del cagnolino ha provocato un piccolo ematoma alla gamba di Veltroni che, tuttavia, ha mantenuto un aplomb britannico. "Appena avvertito il morso - racconta Taglietti - ha fatto un balzo atletico, senza proferire parola. Anzi, malgrado sul posto fossero presenti un medico e due ambulanze, ha voluto proseguire il programma che prevedeva il suo intervento nell'area dibattiti per la presentazione del suo film. E solo al termine ha accettato di andare al pronto soccorso della Poliambulanza di Brescia per sottoporsi alla profilassi di rito". In poche parole, "si è dimostrato un signore, come è sempre stato".

Su quanto accaduto nel bresciano, l'ex leader del Pd è intervenuto sui social rilanciando un post nel quale si legge: "Il cane che ha morso ieri il caro ex leader lo ha fatto certamente su istigazione della reazione in agguato. Erede di Pallante, la simpatica bestiola, colpita dal volitivo polpaccio del caro ex leader, voleva portarselo a casa per finire di mangiarlo. La pronta reazione dei democratici presenti, sdegnati per il vile attacco, ha messo fine all'odiosa provocazione reazionaria", chiarendo così la sua "posizione sul vile e proditorio attacco canino, di chiaro stampo reazionario e antipopolare".
(Fonte: Adnkronos)

Lo ius soli fa traballare il governo. Si dimette il ministro Enrico Costa

Il deputato di Area popolare, lascia la delega agli Affari Regionali, che sarà assunta ad interim dal premier Gentiloni. Da tempo era in disaccordo con l'esecutivo sulla cittadinanza i figli degli stranieri e sul processo penale: "Non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero". Alfano: "Dimissioni inevitabili e tardive". Si parla di un ritorno in Forza Italia con cui il parlamentare fu eletto nel 2013


Il ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa, ha presentato in data odierna le proprie dimissioni al presidente del Consiglio dei Ministri. Lo fa sapere la stesso ministro in una nota.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che ha ricevuto questa mattina la lettera di dimissioni, ringraziando Costa per il contributo dato all'esecutivo, assume l'interim degli Affari Regionali. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

 "Ho avuto un'occasione unica ed ho fatto un'esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno. Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità", afferma Costa nella lettera di dimissioni al presidente del Consiglio.

''Caro presidente - è l'incipit della lettera - ho manifestato nei giorni scorsi la convinzione che sia il momento di lavorare ad un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche".

"Sono opinioni politiche del tutto naturali, per chi ha una storia politica come la mia - continua - In questi mesi ho anche espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni. C'è chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il governo, ma anche chi le ha apprezzate perché hanno portato una interessante dialettica".

"Tu, caro presidente, hai sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni - prosegue - Lo apprezzo moltissimo. Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero".

"Allungherò la lista, peraltro cortissima, di ministri che si sono dimessi spontaneamente - conclude - Rassegno, pertanto, con la presente, le mie dimissioni dall'incarico di ministro per gli Affari Regionali. Un caro saluto ed un augurio di buon lavoro a te ed a tutti i membri del governo".

(Fonte: Adnkronos)

Lombardia, il Pd è pronto alla sfida con Maroni: "Nel 2018 con un centrosinistra largo e plurale. Le divisioni nazionali non influiranno"

L'intervista al segretario regionale del Partito democratico, Alessandro Alfieri. In attesa che sia ufficializzata la sempre più probabile candidatura a presidente del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, si guarda alla coalizione e ai programmi con l'obiettivo di scalzare Lega e centrodestra che da oltre vent'anni amministrano la "locomotiva d'Italia". Il nodo delle primarie chieste da Mdp - (VIDEO)

Vigili di quartiere, la Lega boccia Sala e il Pd. Morelli: "Vogliono delle crocerossine, mentre serve intervenire duramente"

Il capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino liquida le misure introdotte dall'amministrazione di centrosinistra per contrastare criminalità e degrado: "Intere zone della città sono totalmente abbandonate e ogni giorno avvengono episodi molto gravi ai danni di milanesi; occorrono i militari e non solo davanti alla Stazione Centrale" - (VIDEO)

Sala e le accuse di falso e turbativa d'asta: "Non parlo, concordo col mio avvocato. Gli attacchi di CasaPound? Si vede che do fastidio"

La procura generale di Milano, che ha chiuso le indagini sul maxi appalto della piastra di Expo, è convinta che l'attuale sindaco firmò consapevolmente un documento predatato per la nomina di alcuni membri della commissione di valutazione delle offerte e diede la sua autorizzazione allo stralcio della fornitura del verde dal bando originario. Le ipotesi di reato sono piuttosto serie e dovrebbero portare al rinvio a giudizio dell'amministratore di centrosinistra. Nelle conclusioni dell'informativa della Guardia di Finanza, però, si sottolinea che sono state riscontrate non solo violazioni di legge nelle procedure, ma "plurime alterazioni" da parte di "soggetti con ruoli di rilievo pubblico". Lui, avvicinato oggi dai cronisti, è apparso piuttosto nervoso. Ecco come ha risposto alle domande - (VIDEO)


L'attuale sindaco di Milano, al tempo dei fatti commissario unico e ad di Expo, Giuseppe Sala autorizzò lo stralcio della gara sul verde di Expo nonostante il "parere contrario" di altri manager della società, "preoccupati delle possibili conseguenze sulla tenuta e sulla regolarità del bando". E' quanto emerge dalla lettura degli atti depositati con la chiusura dell'indagine sulla Piastra di Expo in cui il sindaco di centrosinistra è indagato per falso ideologico e materiale e turbata libertà degli incanti. Secondo la ricostruzione della Procura Generale, la fornitura di 6mila piante era dentro l'appalto della Piastra ma esponenti politici della Regione Lombardia, tra i quali viene citato l'allora Governatore Roberto Formigoni, fecero pressioni per coinvolgere i florovivaisti lombardi e l'allora ad Sala "senza un provvedimento formale" dispose lo stralcio dal bando della fornitura di alberi, del valore di 5 milioni.

Il primo cittadino milanese, intercettato a margine di un convegno sul clima all'Università statale, è apparso piuttosto nervoso e non ha, in buona parte, non risposto alle domande sull'inchiesta: "Non parlo, ha parlato il mio avvocato e concordo con quello che ha detto lui. Nella sintesi, mi sembra tutto molto trasparente, il cda ha approvato tutto. Tutto è stato trasparente: ho sempre contato sulle mie decisioni, sul mio senso di responsabilità, sul mio sapermi prendere delle responsabilità anche per altri a volte. Gli attacchi di CasaPound che mi da del falsario? Non mi destabilizzano, anzi, da un certo punto di vista mi fa piacere che siano così aggressivamente contrari alla mia azione; si vede che la mia azione dà fastidio".

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